Salerno - San Pietro a corte Cappella palatina di Arechi II

The church of St. Peter in Court was built in the Lombard age, in the eighth century AD, by the prince Arechis II, who moved the capital of Longobardia from Benevento to Salerno. To the
north of the palace of Arechi, was and is located newly restored the chapel, the one that will be called in the Middle Ages, and is still called, San Pietro a Corte. Arechi II used it as a the Court Chapel. The complex of S. Pietro a Corte, located in the small square St. Peter's Court (see photo 1) located in the historic center of Salerno, looks like a case of a layered architecture.
The monument is composed of three separate buildings: the the superior church "Chapel of Arechi", a vast underground environment "Hypogeum" and the
Romanic bell tower (see Photo 20), is situated on the north side of the church (at that time the road was at least -m. 6.50 lower than the current road level, probably due to flood). The church consists of a single nave ending in a semicircular apse, built to replace the original rectangular apse during the sixteenth-century restoration. This intervention, built around 1576, is made by the will of the abbot Decio Caracciolo and also includes the construction of the actual staircase to the church.
The chapel of San Pietro a Corte was and is located in Largo Antica Corte, corner of Via Canali, the Monumental Complex of San Pietro a Corte is the most important witness in this Lombar
d City.It was part of the fortifications extended to the sea, along a road that was originally navigable route with chain to block the passage of hostile vessels, which Arechi II ordered the building. A city of approximately rectangular, very protected, with few roads winding down from the mountain and the other parallel to the coast. In this fortification Arechi places the palace with the castle high on the hill. The building had to be articulate on two levels, extended north-south axis. The southern part perhaps, was equipped with a tower on the wall that reached to the beach.
So, to the east had a court largest, included workshops, barracks and stables; to the west another smaller court. The only surviving structure of the building is the chapel to the north, built over the earlier Roman baths. The columns of the portico are scattered in the building of the historical center and the city walls are destroyed or hidden by the buildings. Initially it was believed that this structure was the palace chapel.
Today it is also believed that it could be the hall of representation, because of the presence of some elements of the titulus dictated by Paul the Deacon, who sang the praises of Arechi. Everyone they questioned the real existence of such a titulus, until they were discovered fragments with ".. GE DUC cleme ..", part hexameter "DUC DUC AGE CLEMENS Arichis PIA Suscipe VOTE". The individual letters are engraved in marble and were covered with gilded bronze and delimited above and below by strips, which are also covered with gilded bronze. "The Aula di Rappresentanza " is reported in the "Chronicon Salernitanum" (which is an important source for the study of the history of the principalities of Langobardia the eighth to the tenth century.) narrates that, in 787, Charlemagne defeated and conquered the Desire Lombard kingdom in northern Italy, he sent ambassadors to Prince in Salerno Arechi II, to command it to submit to his authority. The refusal of the Lombard king took place in a room that struck ambassadors for its beauty. The hall was surrounded by a portico of which are visible in the mullioned windows with brick arches that rest at the center of a column with capital the early medieval. The right wall has been added at a later period because on that side the hall had to communicate with the palace.

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Salerno - San Pietro a corte Cappella palatina di Arechi II

La chiesa di S. Pietro a Corte venne costruita in età longobarda, nell’VIII secolo d.C., ad opera del principe Arechi II, che trasferisce la capitale della Longobardia da Benevento a Salerno.
.A nord del palazzo di Arechi era ed è annessa la cappella appena restaurata, quella che si chiamerà nel Medioevo, e si
chiama ancora oggi, San Pietro a Corte e che Arechi II la utilizzò come Cappella di Corte. Il complesso di S. Pietro a Corte, si trova nel largo San Pietro a Corte (vedi foto 1) situato nel centro storico di Salerno, si presenta come un caso di architettura stratificata.
Il monumento si compone di tre distinti edifici: la chiesa superiore " Cappella di Arechi ", un vasto ambiente sotterraneo " Ipogeo " ed il
campanile (vedi foto 20) in stile romanico, sorge sul lato nord della chiesa ( a quel tempo il piano stradale era di almeno -m. 6,50 più basso rispetto all'attuale piano stradale, probabilmente a causa di una alluvione). La chiesa si articola in una navata unica conclusa da un’abside semicircolare, realizzata in sostituzione dell’originaria abside rettangolare nel corso del restauro cinquecentesco. Quest’intervento, realizzato intorno al 1576, è realizzato per volontà dell’abate Decio Caracciolo e include anche la costruzione della attuale scala di accesso alla chiesa.
Situato in Largo Antica Corte, Angolo Via Canali, il Co
mplesso Monumentale di San Pietro a Corte è la più importante testimonianza longobarda presente in Città. Esso faceva parte della fortificazione sul mare, lungo una strada che era in origine percorso navigabile dotato di catena per bloccare il transito di vascelli ostili, che Arechi II fece edificare. Una città di forma circa rettangolare, assai munita, con poche strade che calano dal monte e altre parallele alla costa. In questa fortificazione, sul mare, Arechi colloca la reggia con il castello in alto sul coll e le mura che partivano dal castello lungo il lato occidentale del colle Bonadies fino a raggiungere il mare, mentre le mura orientali scendevano probabilmente fin presso la piazza Flavio Gioa. Il palazzo si doveva articolare su due livelli e si estendeva sull'asse nord-sud. La parte meridionale forse , era munita di una torre, sulle mura che arrivavano alla spiaggia.
Quindi aveva ad est una corte la più grande, comprendeva officine, caserme e scuderie; ad ovest un altra corte più pic
cola. L'unico ambiente superstite del palazzo è l'aula settentrionale, costruita sulle preesitenti terme romane. Le colonne del porticato sono sparse nel centro storico mentre le mura urbane sono distrutte o nascoste dagli edifici. All'inizio si credeva che questa struttura fosse la cappella palatina. Oggi si crede anche che potesse essere l'Aula di Rappresentanza, a causa della presenza di alcuni elementi del titulus dettato da Paolo Diacono, che cantava le lodi di Arechi. Si era giunti a dubitare della reale esistenza di tale titulus, finché non vennero rinvenuti i frammenti con ".. GE DUC CLEME ..", facenti parte dell'esametro "DUC AGE DUC CLEMENS ARICHI PIA SUSCIPE VOTA". Le singole lettere sono incise nel marmo ed erano rivestite di bronzo dorato e delimitate sopra e sotto da listelli, anche essi rivestiti di bronzo dorato . " L'Aula di Rappresentanza " è riportata nel " Chronicon Salernitanum " (che è una fonte importante per lo studio della storia dei principati della Langobardia dall'VIII al X secolo.) narra che, nel 787, Carlo Magno sconfisse Desiderio e conquistato il Regno longobardo del Nord Italia, avesse inviato gli ambasciatori a Salerno al principe Arechi II, per intimargli di sottomettersi alla sua autorità. Il rifiuto del sovrano longobardo avvenne in una sala che colpì gli ambasciatori per la sua bellezza. L'aula era circondata da un loggiato di cui sono visibili delle bifore con archi in mattoni che poggiano al centro su una colonna con capitello altomedievale. La parete destra è stata aggiunta in un periodo posteriore in quanto da quel lato l'aula doveva comunicare con il palazzo.

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20 Altare barocco con insegne dei Pignatelli.